Attesa. Attesa.
[sempre più convinta che solo da una sofferenza possa nascere un opera intrisa di vera artisticità secolare]
lunedì 18 gennaio 2010
sabato 16 gennaio 2010
Completamente immersa in quel tempore. Stabile. Pregando che rimanga immutabile.
Accorgendosi che è diventato una sorta di circolo vizioso, dal quale non vuole sfuggire, dal quale vuole rimanere per sempre immersa. Esattamente come all'intero di una vasca, senza volere che il braccio si raffreddi troppo, ma tuttavia, la paura che l'acqua possa scottare è così forte da impedire il minimo movimento.
Ed è proprio così, con una fottutissima paura di rovinare ciò che si è creato e che sta continuando, ma una parziale voglia, impulsiva, di provare di avere qualcosa "in più".
Ma il cervello e la paura prevalgono sempre.
Aspettando che il mio animo irrazionale prenda il soppravvento su di me, muoio ancora un poco abbandonandomi nel piacere del rammentare.
yempaler
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